LUNEDÌ 9 NOVEMBRE 2009 MARCO PAOLINI SU LA7 CON MISERABILI
In diretta dal porto di Taranto un racconto che parla di economia, identità, mercato
LUNEDÌ 9 NOVEMBRE alle 21.30 Marco Paolini torna in diretta su LA7 con MISERABILI insieme ai Mercanti di Liquore. Info: www.marcopaolini.info
Lo spettacolo sarà trasmesso senza stacchi pubblicitari in diretta dal porto di Taranto.
Per chi desidera partecipare allo spettacolo dal vivo a Taranto, domenica 8 novembre o lunedì 9 novembre (in diretta), è necessaria la prenotazione registrandosi sul sito: www.marcopaolini.info
MISERABILI. Io e Margaret Thatcher è un racconto in forma di ballata, composto in quadri per raccontare la metamorfosi della società italiana a partire dagli anni ’80. L’argomento centrale è l’economia, l’intreccio di “macro” e “micro”, le ricette e le delusioni del passato recente che sconfina nel presente. E si ragiona ad alta voce e senza pregiudizi sull’influenza crescente delle regole (o dell’assenza di regole) di mercato sul nostro modo di immaginare il futuro senza progettarlo, di vivere il presente, di rimuovere la memoria.
La presenza della musica è forte. I Mercanti di Liquore hanno composto tutte le musiche e le eseguono dal vivo.
“Nel 2006 ho cominciato a mettere insieme i pezzi dello spettacolo MISERABILI. Io e Margaret Thatcher Il punto di partenza era lo strapotere dell’economia sulla mia-nostra vita. Non un’invettiva contro il mercato, ma una presa d’atto della sua onnipresenza anche in momenti e settori che un tempo non gli competevano. Ragionavo di come la tentazione della pietra filosofale avesse contagiato gente fino a poco prima del tutto immune a questo tipo di seduzione e di come esoterismo, previsioni di mercato, nuove attese di vita, bassi prezzi per i viaggi, facilità di contrarre mutui o prestiti, circolazione libera dei capitali, insieme alla velocità delle informazioni in rete, ci avessero cambiato. Un mondo nuovo in cui non ho capito perché non hanno dato il Nobel per l’economia a Harry Potter, ma se lo sarebbe meritato.
Poi è cominciata la crisi e qualcuno ha creduto di capire finalmente quello che questo spettacolo voleva dire. Il terrore può paralizzare, ma una situazione preoccupante può allenare i riflessi e i sensi assopiti nel benessere. Rispetto a tre anni fa ci sono molti più interlocutori disposti a ragionare su questo ed è stimolante pensare che il lavoro fatto finora sia punto di partenza per altro teatro. Ho deciso di mantenere lo stesso titolo perché è nella continuità del dialogo immaginario con la signora Thatcher e nel confronto con la storia che si muovono ancora, a distanza di tempo, i dialoghi, le scene e le canzoni”.